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La bellezza green ha nuovi standard

Rubrica "Snodi" - Bellezza naturale
Modus Vivendi
01/08/2011vedi articolo originale
La bellezza green ha nuovi standard

Abbronzati si, ma come bio comanda. Gli appassionati della tintarella che oltre alla pelle vogliono proteggere l’ambiente possono scegliere per questa estate i prodotti che hanno ottenuto il marchio Cosmos. Si tratta di un nuovo standard (entrato in vigore il 4 maggio) elaborato da alcuni tra i principali enti certificatori europei che consente di applicare ai cosmetici il logo “Cosmos Organic”o “Cosmos Natural”. Il primo identifica i prodotti in cui sono biologici almeno il 95% degli ingredienti agricoli e almeno il 20% sul totale del prodotto finito, considerando anche l’acqua. Anche il prodotto naturale non deve avere più del 2% di materie prime di sintesi. E’ inoltre richiesto il rispetto di requisiti “animalisti e ambientali”.
Quello della bellezza “verde” non è più solo una questione di nicchia ma una faccenda che interessa l’intera industria cosmetica e i grandi marchi, anche se a vario titolo e, soprattutto, con obiettivi diversi.
I temi da affrontare sarebbero molti, si spazia dai test sugli animali alle questioni collegate alla salute, a regolamenti e normative sempre più stringenti e, non da ultimo, alla questione del packaging e più in generale dell’immagine e della comunicazione. Quello che nessuno ancora sa dire con certezza è quanto la variabile green incida, se incide, sulla scelta di un cosmetico o di un profumo tradizionale. FlowerbyKenzo ha introdotto recentemente in Italia le eco-ricariche, un’esperienza che potrebbe dimostrarsi interessante considerando che in questo caso si tratta di un profumo noto, un prodotto affermato al quale l’attenzione per l’ambiente potrebbe aggiungere nuovo valore. Quello che è certo è che molte aziende hanno compreso che eco può essere bello, anche in termini economici. Ridurre gli scarti, i consumi d’acqua e di energia, alimentare gli impianti con pannelli solari riduce le emissioni nocive e i costi. Al di là delle scelte in termini di marchio, posizionamento e marketing alle quali spesso si guarda con scetticismo, c’è sicuramente una crescsente attenzione al risparmio che può avere impatti importanti, innescando un circolo virtuoso collegato alle dimensioni e alla scala di alcuni player del settore. Tutti si sono resi conti che la variabile naturale è “ad alto coinvolgimento” per il cliente. Ciò nonostante il prodotto naturale è ancora per lo più relegato in erboristeria o in farmacia, e non ha ancora fatto il suo ingresso in profumeria o al supermercato, per lo meno in maniera significativa. Perché la vera sfida non è quella di dare prodotti di bellezza ai consumatori verdi, critici o sensibili ma fare in modo che chi vuole essere bello scelga di farlo secondo natura.