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Crowdfunding in ascesa anche per il settore non profit

Premio Sodalitas. Quest'anno sono oltre cento le partnership presentate, il crowdfunding cerca lo spunto vincente.
il Sole 24 Ore
27/01/2014vedi articolo originale
Crowdfunding in ascesa anche per il settore non profit

L’innovazione sociale è una bella idea che fa ancora fatica a tradursi in buone pratiche, ma se ne avverte il bisogno. Lo dimostrano i progetti che hanno concorso all’assegnazione del Sodalitas Social Innovation (SSI), il programma ideato per favorire partnership innovative tra profit e non profit.

La novità della terza edizione è il gran numero di proposte presentate – 106 progetti di cento organizzazioni – e un miglioramento della qualità nella fase di ideazione delle iniziative.

Molto invece rimane da fare in termini di innovazione.

L’innovazione applicata al sociale sembra essere, tra le altre cose, una strategia per un futuro imprevedibile, anche quando si tratta di trovare nuove soluzioni per finanziarsi.

E’ per questo che durante l’assegnazione dei SSI si è affrontato il tema del crowdfunding, il finanziamento dal basso, allargato e collaborativo che trova nel Web e nella possibilità di  coinvolgere reti di relazione in modalità social un’opportunità per sostenere il sociale.

In Italia esistono oltre 40 piattaforme di crowdfunding, non tutte dedicate al non profit. Si tratta infatti di un meccanismo che si può applicare al finanziamento di start up o di idee, prodotti e servizi.

Il vero problema è determinare gli elementi di successo di una campagna di crowdfunding.

Non è sufficiente presentare un progetto on-line. L’iniziativa per cui si chiedono fondi deve essere confezionata al meglio, facendo ricorso a video, immagini e a vere e proprie strategie di marketing perché sia in grado di attirare potenziali donatori. E in ogni caso non si può pensare che, per il solo fatto di aver messo on-line la propria richiesta, improvvisamente e per chi sa quale strana alchimia del Web le persone vengano attirate da una proposta, anche se di una buona causa.

Il fattore vincente sembra essere la capacità di utilizzo delle relazioni e delle proprie reti, il saper coinvolgere chi già è vicino a un’organizzazione non profit, e avviare processi virali basati sulla reputazione e la fiducia.

Oltre a individuare la piattaforma di crowdfunding più idonea per la propria organizzazione e per il proprio progetto. Ce ne sono di diverse tipologie, con offerte e servizi diversi.

Un criterio di scelta può essere quello di valutare le possibilità se la campagna promossa non raggiunge la cifra richiesta. In alcuni casi i donatori vengono coinvolti nell’utilizzo dei fondi in un altro progetto, in altri si procede alla restituzione delle donazioni.

Un vantaggio del crowdfunding è quello che amplia i margini di trasparenza delle raccolte fondi, in parte per il meccanismo sul quale si basa e in parte per i mezzi tecnici che utilizza.

In questo caso introduce un elemento che può anche essere considerato di innovazione, quello della misurazione dei risultati, emerso con chiarezza durante l’assegnazione dei SSI.

Con la consegna del Premio Speciale di Terna ad Arci Milano, per un progetto che favorisce il dialogo tra nonni e bambini in 40 scuole dell’infanzia di Milano, si è fatto specifico riferimento al valore della partnership profit e non profit anche in termini di capacità di misurazione del valore sociale creato.

Anche il Premio Speciale UBI Comunità assegnato a Intervita ha a che fare con la valutazione e la misurazione. Il Premio finanzia infatti una ricerca sui costi sociali della violenza sulle donne. Non solo i costi facilmente accessibili, come quelli sanitari, ma anche quelli nascosti o non intercettati, collegati ad esempio all’assenza dal lavoro o alle conseguenze sui figli, in caso di violenza domestica.

Il progetto “Quanto ci costa non intervenire sulla violenza contro le donne?” sarà legato all’emissione di un social bond. Ubi Banca è stato il primo istituto in Italia ad emettere social bond, un prodotto finanziario che, da aprile 2012, a fronte di 327 milioni di euro raccolti ha permesso di stanziare sotto forma di liberalità oltre 1,6 milioni di euro al non profit.

Per il futuro occorrerà lavorare sul potenziale di innovazione applicabile al sociale, senza temere di replicare ciò che, soprattutto nei paesi anglosassoni, ha dimostrato di funzionare. Senza dimenticare le tipicità italiane.

Per quanto riguarda il finanziamento attraverso il web con nuove piattaforme come il crowdfunding i dati, anche se non esistono stime ufficiali, sembrano indicare che i donatori nostrani sono nella gran parte – fino al 90% – uomini, mentre nel mondo reale le donne sono in genere maggioranza, quando si tratta di sostenere cause benefiche.