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Credibilità e reputazione, come difendersi dagli attacchi in rete

Internet è partecipazione, anche i troll
Digitalic
01/12/2013vedi articolo originale
Credibilità e reputazione, come difendersi dagli attacchi in rete

Digitalic
Dicembre 2013
rubrica Punto G
“Internet è partecipazione, anche i troll”

Alzi la mano chi sa dire che fine ha fatto il buco nell’ozono.
Probabilmente in pochi saprebbero rispondere con certezza, anche se è un tema di cui si è parlato davvero tanto.
La difesa dell’ambiente si è nutrita negli ultimi anni di simboli e paure.
Alcuni simboli hanno funzionato per attrarre l’attenzione ma hanno innescato fenomeni distorti: si lotta per salvare un albero plurisecolare ma non si vede il problema della deforestazione; oppure si combatte contro lo scioglimento dei ghiacciai ma non si fa niente per la progressiva desertificazione e mancanza di acqua in casa nostra, un problema che durante l’estate coinvolge già le regioni del sud Italia.
La storia delle paure “verdi” è lunga: il nucleare, i gas serra, la fine del petrolio.
Oltre alla paura l’ambientalismo sembra inoltre essere minacciato dalla mediocrità.
Secondo Robert Engelman, presidente del Worldwatch Institute (tra i più autorevoli centri studi sui trend ambientali), viviamo nell’epoca della sosteniblablablà, la banalizzazione della sostenibilità, dell’ambientalismo diventato marketing.
Tutti vogliono bene all’ambiente eppure non è semplice parlarne.
Il New York Times ha recentemente analizzato i temi trattati dai candidati nelle ultime lezioni presidenziali Usa. L’ambiente era praticamente assente. Questo perché la strategia di entrambi i concorrenti era quella di concentrarsi sugli Stati in bilico. Gli indecisi sembrano contare di più degli elettori fedeli e meritare maggiori sforzi.
I temi verdi non sono di aiuto per attrarre nuovi elettori e non spostano voti.
Per fortuna c’è Internet, pensano in molti, dove ci si può informare e approfondire. Anche sul web non sono tutte rose e fiori, nemmeno per i temi verdi.
Durante l’ultima edizione di Terrafutura si è discusso di Green Economy e nuovi linguaggi: “dalla comunicazione ambientale di marchio al cyber-dadaismo”.
Proprio come il dadaismo voleva fare contro-cultura così il cyber-dadaismo si propone di scuotere le coscienze e attaccare il sistema.
E’ un fenomeno spesso fuori controllo. Si tratta di prendere immagini e messaggi per modificarli, renderli ridicoli, toglierli dal contesto in cui sono inseriti e dargli un nuovo senso, spesso un contro-senso.
Un caso di studio è quello della campagna “Let’s go” di Shell a sostegno delle trivellazioni nell’Artico, alla ricerca di petrolio.
L’idea si scontra con il parere contrario delle associazioni ambientaliste. E fino a questo punto tutto rispetta un copione già conosciuto.
Fino a quando appare on-line un sito apparentemente dedicato alla campagna in cui si lancia un pubblico concorso. Si chiede ai partecipanti di inviare foto e slogan che rappresentano il paesaggio al Polo Nord.
Il sito in realtà è stato realizzato dagli attivisti di Greenpeace e si traduce in un vero incubo per Shell. L’iniziativa ottiene un enorme successo, con una grande partecipazione da parte di chi manda il proprio contributo per dimostrare l’importanza di preservare l’ambiente artico e utilizzando l’ironia per distruggere l’idea di “Let’s go”.
Non è il primo né l’unico caso di trolling di successo. Criticare sul web è fin troppo facile e la Rete offre uno spazio praticamente infinito, a volte usato in modo spropositato.
Anche i social network diventano uno strumento a doppio taglio, che molte multinazionali faticano a gestire.
La difficoltà aumenta quando si tratta di temi etici e di sostenibilità.
La comunicazione a una sola via non funziona più. Ma aprirsi al dialogo, soprattutto in Rete, significa aprirsi innanzitutto alle critiche.
Molte aziende sono spaventate. Dovrebbero però provare a prendere in considerazione il fatto che il valore – di un marchio, di un prodotto o di un servizio – è innegabilmente collegato alla fiducia.
Molti grandi marchi parlano di sostenibilità. E molti hanno capito che non può essere una questione di immagine, ma di strategia di lungo periodo. Dovrebbero però chiedersi se sono credibili quando parlano di un mondo migliore. Ci possono essere molti motivi per cui per molti brand è difficile risultare convincenti quando parlano di etica, e non sempre buoni.
Bisognerebbe allora considerare che secondo alcune ricerche condotte su clienti, consumatori e cittadini si avverte la necessità di una sorta di risarcimento per il tradimento della pubblica fiducia. La reputazione è un bene prezioso, molto fragile. Bisogna allora dimostrare di essere credibili, l’unica arma possibile per difendersi anche dalle insidie di attacchi e cyber-attacchi in Rete, dove la partecipazione si traduce innanzitutto in critica e militanza.

IL FUTURO NON E’ PIU’ QUELLO DI UNA VOLTA
E’ ancora possibile parlare di sostenibilità? E’ l’interrogativo da cui parte l’edizione 2013 dello State of the World a cura del Worldwatch Institute, ora disponibile anche in italiano(Edizioni Ambiente e WWF, a cura di Gianfranco Bologna).
Per un approfondimento sulla situazione italiana è disponibile la nuova edizione di GreenItaly 2013, a cura di Unioncamere e Fondazione Symbola. Secondo il Rapporto la Green Economy nel nostro paese coinvolge 330mila imprese e coinvolge 3 milioni di lavoratori.

TASSE VERDI
Un fisco amico dell’ambiente e bond verdi per finanziare una crescita sostenibile.
E’ la proposta fatta in occasione degli Stati Generali della Green Economy, tenutesi all’interno di Ecomondo a Rimini.
L’idea è quella di tassare le attività inquinanti e il consumo di ambiente per far arrivare l’eco-gettito dall’attuale 6% a un’auspicabile 12,5% e utilizzare nuovi strumenti finanziari, come social bond o crowdfunding, per progetti e imprese ecologiche.

PAROLA DI PAPA FRANCESCO
Papa Francesco dalla parte dell’ambiente. Non poteva mancare l’appello del Pontefice al Forum dei giornalisti di Greenaccord, associazione di ispirazione cattolica. La richiesta si rivolge a scienziati e giornalisti “affinché contribuiscano a sensibilizzare le istituzioni politiche e i cittadini perché si diffondano stili di vita sostenibili sul piano umano ed ecologico… per un autentico sviluppo del creato”.