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L’elio, una risorsa sempre più preziosa

L'insostenibile leggerezza dell'elio
Digitalic
01/07/2013vedi articolo originale
L’elio, una risorsa sempre più preziosa

Digitalic
Luglio 2013
rubrica Punto G
“L’insostenibile leggerezza dell’elio”

“Una festa non può dirsi tale senza palloncini”. Lo dichiara lapidaria la signora Nels Weston, che gestisce il negozio Rainbow Cake and Party Shop a Fleet, Hampshire (Inghilterra), al giornale The Indipendent.
Il problema è che l’elio, il gas leggerissimo e non infiammabile che gonfia i palloncini, sembra scarseggiare, ed è sempre più costoso.
I primi ad avere preso delle misure drastiche sono i giapponesi: al Tokio Disney Resort ne hanno sospeso le vendite.
Eppure l’elio è uno degli elementi più comuni nell’universo. Solo l’idrogeno è più abbondante.
L’elio però è leggero, sale nell’atmosfera. Se un atomo di elio si scontra con un altro riceve una spinta verso l’esterno. Se supera la velocità di fuga della Terra (11,2 km al secondo) si perde nello spazio.
Con l’elio si possono fare cose straordinarie. E’ grazie all’elio liquido che abbiamo le macchine di neuroimaging utilizzate per studiare il cervello umano o i superconduttori usati nella fisica delle particelle.
L’elio è impiegato anche dall’industria aerospaziale, serve a far funzionare molte apparecchiature mediche, incluso quelle per la risonanza magnetica, o per il collider del Cern di Ginevra, il maggior consumatore singolo al mondo, utilizzato per trovare il famoso bosone di Higgs, la particella di Dio.
E, ovviamente, è usato per gonfiare i palloncini che consumano l’8% della produzione mondiale.
Si potrebbe cominciare a concentrare i festeggiamenti nei mesi estivi, perché con il freddo serve più elio per farli volare.
In genere viene ottenuto come sottoprodotto del gas metano, che non è un elemento raro, soprattutto negli Stati Uniti, il principale produttore mondiale.
Secondo John Lee, Presidente dell’associazione che riunisce i produttori di palloncini inglesi, per il 2020 non ce ne sarà più per l’industria del divertimento.
Ce né molto sulla Luna e secondo l’astronauta-geologo Harrison Schmitt, l’ultimo ad aver calpestato il suolo lunare, sarebbe un affare andare a prenderlo.
Il maggior produttore al mondo, come detto, sono gli Stati Uniti. Ce ne sarebbe in abbondanza in Russia, Qatar e Iran, ma è difficile da estrarre.
La domanda crescente di elio, non solo in campo medico, ma anche scientifico e tecnologico, fa salire i prezzi.
Nel 1960 con l’Helium Amendment Act il governo americano costituì una riserva strategica di elio a fini militari. Erano i tempi della Guerra fredda. Per alcuni anni il governo acquistò grandi quantità di gas, che decise di custodire in caverne naturali in Texas. L’idea era di cedere gradualmente le scorte per ripagare il debito accumulato per acquistarle. Ma il prezzo di vendita stabilito non era remunerativo e nel 1996 si decise di terminare il programma, che aveva accumulato un debito di 1.3 miliardi di dollari.
Le riserve furono privatizzate e si smise di alimentarle. Si stabilì che, una volta ripagato il debito, le vendite di elio cessassero. Il forte sviluppo della domanda ha fatto in modo che il prossimo ottobre le vendite di elio americano potrebbero interrompersi.
La Camera dei Deputati Usa ha recentemente approvato il Responsible Helium Administration Act che dovrebbe ricevere presto anche l’approvazione del Senato.
L’elio continuerà a essere venduto tramite aste semestrali fino a che non si raggiungerà la riserva di 85 milioni di mc di gas, che saranno riservati esclusivamente a impieghi governativi. Quel momento dovrebbe arrivare proprio nel 2020 e nel frattempo il prezzo continuerà a salire.
Il potenziale maggiore è in Russia dove, nel 2030, si potrebbe arrivare a produrre elio per soddisfare tre quarti della domanda mondiale.
Quella dell’elio rappresenta una storia emblematica del rapporto tra l’uomo e le risorse naturali.
Nessuno mette in discussione il diritto dei bambini e dei grandi di tutto il mondo di festeggiare con gioia i momenti importanti della vita.
Ma come tutte le scelte, anche quella di gonfiare i palloncini, ha delle conseguenze e dovrebbe aiutarci a imparare, una volta per tutte, che viviamo in un mondo di risorse finite per le quali siamo stati in grado di trovare impieghi sempre diversi, e questo non è di per sé un fattore negativo. Anzi.
Dovremmo utilizzare la stessa intelligenza che ci ha portato a fare cose tanto importanti con l’elio per provare a pensare soluzioni nuove per farle anche senza elio.
A fine maggio alcuni artisti e attivisti hanno distribuito agli abitanti di Kabul diecimila palloncini rosa gonfiati con elio contenenti messaggi di pace, scritti da persone di tutto il mondo.
Probabilmente ci sono ancora palloncini che hanno diritto all’elio del nostro prossimo futuro.

RICARICARE A TEMPO DI RECORD
Si chiama Eesha Khare, ha 18 anni, e ha inventato un dispositivo in grado di ricaricare una batteria in 20 secondi.
Si tratta di un supercondensatore che può accumulare una grande quantità di energia e che ha permesso alla studentessa californiana di ottenere il primo posto alla ISEF – l’Intel International Science and Engineering Fair – e un premio di cinquantamila dollari.
Per la realizzazione del progetto sono state utilizzate nanobarre di diossido di titanio idrogenato, in grado di funzionare fino a 10.000 cicli di ricarica.

I ROBOT DEL VENTO
Google X è il laboratorio dell’omonima azienda che si occupa di ricerca e sviluppo e la cui attività secondo il Ceo Larry Page è quella di concentrarsi sugli atomi reali e non sui bit.
E’ il motivo che spiega l’acquisizione della startup Makani, che realizza “robot kite” che si guidano da soli, per generare energia eolica.
Decollano verticalmente e dopo aver raggiunto l’altezza adeguata, diventano degli aquiloni molto sofisticati. L’elettricità prodotta dai rotori viene trasmessa dal cavo di collegamento e stoccata a terra. Secondo l’azienda che li produce queste turbine “aquilone” producono circa il doppio dell’energia di una turbina eolica tradizionale delle stesse dimensioni, e richiedono meno materiale per costruirle.

IT SOLUBILE
Elettronica transitoria è il nome scientifico per identificare l’elettronica biodegradabile.
In pratica si tratta di dispositivi realizzati con magnesio e silicio, solubili in acqua o liquidi organici.
Secondo la rivista Science i vantaggi ambientali sarebbero enormi: potremmo avere una forte riduzione dei rifiuti tecnologici, che potrebbero essere riassorbiti in un tempo prestabilito e con costi inferiori.
Le prime applicazioni potrebbero essere quelle relative ai sotto-componenti di prodotti di largo consumo come telefoni cellulari o dispositivi portatili.